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EMATUBE - EMANUELA GRIMALDA E PAOLA MINACCIONI AL TEATRO DEI COMICI INFINITE O SFINITE? OVVERO, CHE FATICA ESS |
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Inserito il 05 febbraio 2010 alle 00:50:29 da scrapante. IT - EMATUBEVIDEO Indirizzo sito : DISTAMPA
EMANUELA GRIMALDA E PAOLA MINACCIONI AL TEATRO DEI COMICI
INFINITE O SFINITE? OVVERO, CHE FATICA ESSERE DONNA!
di Giacomo Carioti
Emanuela Grimalda e Paola Minaccioni: due bravissime giovani attrici, già protagoniste di spicco in importanti produzioni cinematografiche e televisive, ora insieme per una esplorazione dell'universo femminile all'insegna dell'autoironia e della comicità, in scena dal 5 al 21 febbraio. Questa è la vocazione del teatro che le ospita: il “Teatro dei Comici” di Piazza Santa Chiara -il già mitico Rossini di Checco Durante, Enzo Liberti e Alfiero Alfieri- impegnato a valorizzare i nostri giovani talenti della risata, così giunto al quinto appuntamento della stagione, dopo Laura De Marchi con “Allegra ma non troppo”, Bruno Colella con Alvaro Vitali in “Teatro a pezzi”, Alessia Innocenti, Alessandra Muccioli e Marco Quaglia con “Certi discorsi” e Gennaro Cannavacciuolo con “Volare”, e in attesa di Alessandro Di Carlo con “Ammazza che robba” che sarà in scena dal 26 febbraio al 28 marzo. La visione del mondo femminile di Paola Minaccioni ed Emanuela Grimalda tende a cogliere gli aspetti esagerati della quotidianità, quelli che rendono convulsa l'esistenza delle protagonista, che non ne sanno nemmeno il perchè. Le loro donne sono sempre oltre il limite, fanno troppo di tutto, dall'amore al mangiare, dall'accudire a sé stesse o ai figli, o ai mariti o agli amanti, o ai datori di lavoro. Insomma, donne sospese tra la voglia di Infinito e lo sfinimento della vita di tutti i giorni, tra i Buchi Neri dell’Universo e il carrello della spesa, ossessionate dalla bellezza, dalla giovinezza, dal botulino, dal silicone, dal tempo, dalla moda, dalla pubblicità, ma che al tempo stesso gridano al mondo il loro diritto a essere quello che sono. Il tutto sintetizzato nel titolo “Infinite o sfinite?”, che ben definisce la “forbice” da esaurimento che, fra un paradosso e una risata, inquadra l'universo femminile contemporaneo. La regia è di Michal Margotta, membro a vita dell'Actor's Studio di New York, già discepolo di Lee Strasberg: scusate se è poco...
Giacomo Carioti
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