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EMATUBE - OPINIONE PUBBLICA: ANCHE NEL CALCIO NON SI CAPISCE PIU' SE SONO MARI O MONTI di Giacomo Carioti |
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Inserito il 02 luglio 2012 alle 15:31:00 da emanuelecarioti. IT - EMATUBEVIDEO Indirizzo sito : Distampa
OPINIONE PUBBLICA: ANCHE NEL CALCIO NON SI CAPISCE PIU' SE SONO MARI O MONTI di Giacomo Carioti
Stavo correndo verso casa per l'inizio di Italia-Spagna quando da un maxischermo stradale ho sentito il telecronista annunciare “...C'è Monti in tribuna...”. Mi sono detto “E' fatta...”, ma non certo nel senso che tutti i tifosi speravano. Nel calcio i segnali subliminali contano, eccome. Troppa boria mascherata da perbenismo rischia di predisporre al peggio. E poi, Monti non era quello che aveva chiesto di chiudere il calcio almeno per un anno? Forse l'unica intuizione brillante del suo percorso ideologico, e avrebbe dovuto trasformarla in un preciso e coraggioso impegno. Invece, retromarcia quando qualcuno gli ha spiegato che solo attraverso il calcio prossimo venturo -la Nazionale, gli Europei- avrebbe potuto presentarsi agli italiani in una versione simpatica e solidale. Insomma, Mari o Monti per lui pari sono, nel senso che oggi ne dico una e domani me ne dimentico. Prandelli: l'unico che avrebbe meritato di avere la soddisfazione di questa vittoria. Eppure, anche lui ha commesso un errore, quello di aver passato una settimana a “leccare” il potere, dagli auguri a Napolitano in poi. Glielo ha ricordato un giornalista straniero in conferenza stampa -gli italiani muti, guai ad affrontare l'argomento-, e Prandelli, che pure è persona onesta, ha glissato, con l'espressione di chi preferisce non parlarne e sceglie parole di circostanza. Nella esaltazione collettiva della settimana scorsa, che ha narcotizzato le già modeste qualità “di squadra” della squadra italiana -vincitrice sulla Germania solo perchè ancor più modesta e scombinata, al di là delle opposte affermazioni-, anche la linearità di Prandelli si è dissolta nelle calde nebbie di Kiev. Così l'onest'uomo e bravo tecnico ha sbagliato, anche tecnicamente: ma tutti lo hanno perdonato, come segno di riconoscenza per quanto fatto in precedenza. Quello che forse non gli si dovrebbe perdonare è che non abbia avuto il coraggio di stigmatizzare il comportamento oltraggioso -e portatore di ulteriore sfiga- di un centravanti che nella semifinale si è sfilato la maglia: un gesto che, al di là dei falsi significati di esuberanza, rappresenta una offesa al proprio simbolo. A proposito: perchè non punire questo oltraggio (...perchè se non fosse tale, non si capisce perchè dovrebbe essere punito...) con l'espulsione invece che la semplice e ipocrita ammonizione? Anche in questo il calcio è ingannevole e ambiguo, come la politica che oggi lo demonizza e domani lo esalta, sempre in nome dello stesso padrone: il tornaconto. Anche per il calcio non si capisce più se sono Mari o Monti.
Giacomo Carioti
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