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Analisi del sangue, ogni quanto sarebbe giusto farle? Le indicazioni mediche, spiegate in modo chiaro

Frequenza analisi del sangue
Frequenza analisi del sangue, quando è giusta? (Ematube.it)

Ogni quanto si dovrebbero fare le analisi del sangue? La risposta non è semplice né univoca, dipende da tanti fattori che non possono esser ignorati.

“Ma io sto bene, devo farle lo stesso?”
È una domanda che arriva spesso. E la risposta non è mai un numero secco.

Per una persona adulta senza malattie note e senza sintomi particolari, un controllo annuale è una frequenza che molti medici considerano ragionevole quando si parla di analisi del sangue. Non è un obbligo scritto da qualche parte: è una scelta di buon senso clinico. L’emocromo, la glicemia, il colesterolo, la funzionalità epatica e renale servono soprattutto a creare uno storico. Perché un valore isolato dice qualcosa, ma il suo andamento nel tempo dice di più.

Capita, per esempio, che emerga una glicemia leggermente sopra il limite. Nessun sintomo, nessun malessere. Si ripete l’esame dopo qualche settimana, magari si rivede l’alimentazione. A volte rientra, a volte no. Ma quel primo dato è stato utile. Senza controllo, non ci sarebbe stato nemmeno il confronto.

Casi particolari: quando fare le analisi del sangue è una necessità più o meno frequente

Sotto i quarant’anni, in chi non ha familiarità per diabete o malattie cardiovascolari, la frequenza può essere più diradata. Uno o due anni possono essere sufficienti, se il quadro generale è tranquillo. Non è una regola matematica. È una valutazione.

Prescrizione analisi del sangue

Prescrizione analisi del sangue: ogni quanto procedere? (ematube.it)

Dopo i quaranta le cose cambiano un po’. Le alterazioni metaboliche diventano più frequenti, anche in chi si sente in forma. Per questo il controllo annuale tende a essere più consigliato. Non perché “a questa età succede qualcosa”, ma perché statisticamente alcuni valori iniziano a modificarsi con maggiore facilità.

Chi ha già una diagnosi segue un percorso diverso. Diabete, disturbi tiroidei, anemia, terapie anticoagulanti: qui la frequenza non è generica ma personalizzata. Può essere trimestrale, può essere semestrale. Dipende dal quadro clinico.

Analisi del sangue: l’equivoco più diffuso

C’è poi un equivoco diffuso: fare analisi ogni pochi mesi non significa prevenire meglio. I valori del sangue oscillano. Possono variare per un’infezione recente, per stress, persino per aver dormito male la notte prima. E no, non è che se controlli tutto ogni tre mesi allora sei più al sicuro. A volte si rischia solo di inseguire numeri che rientrano da soli.

In generale, per la maggior parte degli adulti sani, un controllo all’anno è una scelta equilibrata. Nei giovani può essere più diradato. In presenza di fattori di rischio può essere più ravvicinato.

Non c’è una scadenza universale. C’è una valutazione che tiene conto della persona, non solo dei numeri.

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