Gli arretrati sulla pensione sono spesso considerati dei fondi persi, ma finalmente è possibile richiedere il rimborso fino a 5 anni.
La vicenda di un contribuente genovese ha riportato l’attenzione su un tema spesso ignorato, la possibilità di recuperare fino a cinque anni di arretrati pensionistici non richiesti. L’uomo, settantacinquenne e percettore di un sussidio assistenziale, si era rivolto al patronato per verificare l’accesso all’Assegno Sociale, convinto di non avere diritto ad alcuna pensione.
Dall’analisi della sua posizione contributiva è invece emerso che possedeva periodi assicurativi marittimi e altri contributi mai valorizzati. La domanda di pensione di vecchiaia ha portato al riconoscimento di oltre 106.000 euro di arretrati e una pensione mensile superiore ai 1.400 euro.
Arretrati pensione, una nuova sentenza chiarisce tutto
Questo caso dimostra quanto sia frequente che diritti previdenziali restino inespressi, spesso per mancanza di informazioni o per errori nella fase di liquidazione. La normativa prevede che un diritto pensionistico possa essere esercitato entro cinque anni dalla sua maturazione, consentendo il recupero degli arretrati solo entro questo limite temporale.

Controllare la propria posizione fiscale è ancora più importante – ematube.it
Ciò significa che, anche se la pensione spettava già da otto anni, il contribuente può ottenere solo gli ultimi cinque, perdendo le annualità precedenti. Nonostante ciò, il recupero può comunque tradursi in somme molto rilevanti, come dimostra il caso genovese.
Secondo diverse analisi, circa una pensione su tre presenta errori a sfavore del pensionato, con importi inferiori a quelli realmente spettanti. Le cause possono essere molteplici: contributi non considerati, maggiorazioni non applicate, condizioni familiari mutate o diritti accessori mai richiesti.
Per questo motivo è fondamentale verificare periodicamente la propria posizione e, se necessario, presentare una domanda di ricostituzione. Si tratta dello strumento previsto dall’INPS per correggere il trattamento pensionistico quando emergono elementi che ne modificano l’importo.
La ricostituzione può essere richiesta per motivi contributivi, quando vengono individuati periodi assicurativi non utilizzati al momento della liquidazione. Può essere presentata anche per motivi reddituali, nel caso in cui sopraggiungano condizioni che danno diritto a integrazioni o maggiorazioni collegate al reddito del pensionato o del coniuge.
Esiste inoltre la ricostituzione per motivi familiari, utile quando il nucleo cambia e si acquisisce il diritto agli assegni familiari mai richiesti in precedenza. Situazioni come un matrimonio successivo alla pensione o la perdita del reddito da parte del coniuge possono modificare i requisiti e aprire nuovi diritti.
Il caso è un esempio limite, ma dimostra quanto sia importante controllare la propria posizione previdenziale, molti pensionati potrebbero avere diritto a somme non percepite senza esserne consapevoli. Una verifica accurata può portare al recupero di arretrati fino a cinque anni e a un aumento stabile dell’importo mensile.








