Economia

INPS, nuovo limite minimo di retribuzione dal 2026: chi guadagnerà di più (e chi no)

INPS, nuovi aggiornamenti in arrivo - ematube.it

L’INSP continua ad aggiornare i sistemi retributivi e pensionistici e la più recente delle modifiche sta già facendo discutere.

Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore nuovi parametri retributivi e contributivi che incidono direttamente sulle buste paga dei lavoratori dipendenti. Le nuove disposizioni introdotte dall’INPS definiscono parametri rivisti che interessano aziende e lavoratori, con effetti sia sulle retribuzioni minime sia sugli obblighi contributivi.

L’obiettivo delle modifiche è garantire maggiore uniformità nei calcoli previdenziali e rafforzare le tutele legate alla posizione assicurativa dei dipendenti. La circolare pubblicata dall’Istituto chiarisce nel dettaglio i nuovi valori di riferimento, offrendo indicazioni operative utili per l’intero anno contributivo.

INPS, nuovi parametri per stipendi e pensioni

La circolare INPS n. 6 del 30 gennaio 2026 ha definito il nuovo minimale giornaliero, fissato a 58,13 euro, pari al 9,5% del trattamento minimo mensile del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, stabilito in 611,85 euro. Questa soglia rappresenta un livello di tutela inderogabile, poiché nessuna retribuzione giornaliera può risultare inferiore al valore stabilito dalla normativa vigente.

INPS, nuovo limite minimo di retribuzione dal 2026

Con i nuovi limiti di retribuzione si guadagnerà di più – ematube.it

Il minimale costituisce inoltre la base per il calcolo dei contributi previdenziali, che devono essere versati anche quando la retribuzione effettiva risulta più bassa. Il meccanismo garantisce che i lavoratori non subiscano penalizzazioni future sul piano pensionistico a causa di compensi particolarmente ridotti.

Per le retribuzioni elevate, l’INPS ha aggiornato il massimale annuo della base contributiva, che per il 2026 raggiunge 122.295 euro, come previsto dalla legge n. 335/1995. Oltre questa soglia non vengono più calcolati contributi per i lavoratori iscritti dopo il 31 dicembre 1995 o per chi ha optato per il sistema contributivo.

Una novità rilevante riguarda l’aliquota aggiuntiva dell’1%, applicata sulle retribuzioni che superano 56.224 euro annui, equivalenti a 4.685 euro mensili. La maggiorazione è dovuta quando l’aliquota contributiva a carico del lavoratore risulta inferiore al 10%, secondo quanto previsto dal decreto‑legge n. 384/1992.

Sul fronte dei benefit aziendali, la legge n. 207/2024 conferma il limite di 1.000 euro per i fringe benefit, che sale a 2.000 euro per i lavoratori con figli a carico. Rientrano nel tetto beni, servizi e rimborsi relativi a utenze domestiche, affitti e interessi sul mutuo dell’abitazione principale.

Per i buoni pasto elettronici, la legge n. 199/2025 innalza l’esenzione fiscale a 10 euro, mentre i ticket cartacei restano esenti fino a 4 euro. Sono esclusi dal reddito anche i rimborsi di trasferta pagati con strumenti tracciabili, inclusi taxi e noleggio con conducente.

La circolare introduce aggiornamenti specifici per spettacolo e sport, fissando per il 2026 un massimale giornaliero di 892 euro per gli artisti iscritti prima del 1995 e 392 euro per gli sportivi professionisti. Per i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, il massimale ai fini delle indennità di malattia e maternità sale a 120 euro.

Il decreto legislativo n. 36/2021 conferma inoltre l’iscrizione obbligatoria dei lavoratori sportivi subordinati al Fondo Pensione dedicato. Infine, i datori di lavoro possono regolarizzare i contributi di gennaio 2026 entro aprile, senza sanzioni, grazie alla finestra prevista dalla deliberazione del 1993.

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