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Sempre stanco? Smetti di bere il caffè in questo momento della giornata: l’errore che ti prosciuga l’energia

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Sempre stanco? Smetti di bere il caffè in questo momento della giornata: l’errore che ti prosciuga l’energia - ematube.it

Bere il caffè in questo momento della giornata potrebbe essere un errore: ecco quando assumerlo per ricaricarti davvero

Per milioni di italiani, il caffè è il primo pensiero dopo il risveglio. Un gesto automatico, quasi rituale: si mette l’acqua nella moka o si schiaccia il pulsante della macchina, mentre il corpo cerca di scrollarsi di dosso la stanchezza. Eppure, quella tazzina appena svegli potrebbe non fare quello che speri. Se ti capita spesso di sentirti spento dopo il primo caffè, o di aver bisogno di un secondo già a metà mattina, forse stai solo sbagliando il momento in cui lo bevi. La scienza suggerisce che non è la quantità di caffeina a fare la differenza, ma quando la assumi. A determinare la vera efficacia della bevanda più amata al mondo entra in gioco un ormone chiave: il cortisolo, il motore naturale che ci tiene svegli.

Il cortisolo al mattino: ecco perché la caffeina può diventare inutile (o addirittura dannosa)

Il cortisolo, conosciuto come “ormone dello stress”, è in realtà un regolatore fondamentale dei ritmi biologici. Ogni mattina, circa 30-45 minuti dopo il risveglio, i suoi livelli raggiungono il picco massimo. È una vera e propria scarica naturale di energia che il corpo produce per prepararti ad affrontare la giornata. È proprio grazie a questo ormone che ti svegli con una certa prontezza, anche prima del primo sorso di caffè.

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Il cortisolo al mattino: ecco perché la caffeina può diventare inutile (o addirittura dannosa) – ematube.it

Quando assumi caffeina nel momento in cui il cortisolo è già al massimo, rischi di creare una sovrapposizione di stimoli. Il cervello, abituato a ricevere energia da un meccanismo endogeno, viene improvvisamente “spinto” anche da una sostanza esterna. Questo può generare due effetti spiacevoli: una più rapida assuefazione e una tolleranza crescente alla caffeina. In pratica, nel tempo, la tua classica tazzina avrà sempre meno effetto.

Non è tutto. Alcuni studi ipotizzano che, se assunta costantemente in questa fase della giornata, la caffeina possa interferire con la produzione naturale di cortisolo. Il corpo, ingannato dallo stimolo esterno, potrebbe ridurre la propria “spinta” mattutina, rendendoti più dipendente dal caffè. Un circolo vizioso, in cui il tuo sistema perde l’equilibrio fisiologico e la caffeina smette di essere un alleato, diventando quasi un “cerotto energetico” da ripetere più volte al giorno.

Il timing perfetto: quando bere caffè per sfruttarne davvero l’effetto stimolante

Secondo diversi studi, il momento ottimale per assumere caffè è quando i livelli di cortisolo iniziano a calare. Di solito accade tra le 9:00 e le 11:00 del mattino, se ti svegli intorno alle 7:00. In questo intervallo, la caffeina può agire senza sovrapporsi ai picchi ormonali e offrirti un vero potenziamento dell’energia. È in queste ore che molti sperimentano il primo calo fisiologico della mattinata: il caffè assunto qui interviene dove serve, sostenendo l’attenzione e migliorando l’umore.

Rimandare di un paio d’ore la prima tazzina può anche ridurre la necessità di un secondo o terzo caffè nella stessa giornata. Non perché berne molti sia pericoloso in sé, ma perché l’eccesso di caffeina può compromettere il sonno notturno, alimentando il senso di stanchezza al risveglio, in un circolo continuo di stimolo artificiale e recupero parziale.

Inoltre, bere caffè in un momento più strategico aiuta a preservare la sensibilità del corpo alla caffeina: ti sentirai più energico con meno. Un vantaggio, soprattutto se sei tra coloro che altrimenti arrivano a cinque o sei tazzine al giorno. Con una piccola modifica, potresti trasformare il caffè da abitudine stanca a strumento potente di gestione dell’energia.

Chi lavora in ambienti molto stressanti, chi studia fino a tardi, chi alterna turni o si sveglia presto per i figli: per tutti questi profili, il momento del caffè può fare davvero la differenza tra restare lucidi o sentirsi in caduta libera già alle undici del mattino.

Non serve rinunciare a quel gesto familiare. Basta posticiparlo un po’, aspettare che il corpo faccia il suo lavoro e poi offrirgli un sostegno mirato. Il risultato? Meno cali improvvisi, meno stanchezza nel primo pomeriggio e, soprattutto, una maggiore stabilità energetica lungo tutto il giorno.

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