Tra fede, storia e leggenda, uno dei manufatti più enigmatici dell’umanità continua ancora oggi a dividere studiosi, religiosi e viaggiatori
Ci sono oggetti che attraversano i secoli senza perdere il loro potere evocativo. Basta pronunciarne il nome per richiamare mistero, sacralità e avventura, alimentando racconti che mescolano religione, archeologia e mito. Tra questi, nessuno affascina quanto l’Arca dell’Alleanza, il manufatto biblico che secondo la tradizione custodiva le Tavole dei Dieci Comandamenti consegnate da Dio a Mosè.
Descritta nel Libro dell’Esodo come una cassa in legno d’acacia rivestita d’oro, sormontata da due cherubini, l’Arca rappresentava il simbolo più sacro per il popolo d’Israele. Non era soltanto un oggetto religioso: veniva considerata la manifestazione concreta della presenza divina tra gli uomini. Eppure, dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, dell’Arca si perdono completamente le tracce. Da quel momento nasce uno dei più grandi enigmi della storia.
Il luogo dove sarebbe custodita da tremila anni
Una delle teorie più affascinanti conduce lontano dal Medio Oriente, fino ad Axum, antica città nel nord dell’Etiopia. Qui, secondo la tradizione della Chiesa ortodossa etiope, l’Arca dell’Alleanza sarebbe conservata all’interno della chiesa di Nostra Signora Maria di Sion.
Il dettaglio che rende la vicenda ancora più enigmatica è il sistema di custodia. La cappella dove si troverebbe il manufatto è sorvegliata da un unico sacerdote guardiano, scelto a vita. A quest’uomo è affidato il compito di vegliare sull’Arca senza mai abbandonare il recinto sacro. Nessun visitatore può entrare. Nessun archeologo può verificarne l’autenticità. Nessuna analisi scientifica è mai stata autorizzata.

Il luogo dove sarebbe custodita da tremila anni – ematube.it
Secondo il testo sacro etiope Kebra Nagast, l’Arca sarebbe arrivata in Africa grazie a Menelik I, figlio del re Salomone e della leggendaria Regina di Saba, che l’avrebbe portata da Gerusalemme ad Axum oltre tremila anni fa. Nel 2009 il patriarca etiope Abuna Paulos dichiarò pubblicamente che l’Arca si troverebbe ancora lì, custodita e protetta dalla volontà divina. Una posizione che la Chiesa locale continua a sostenere con fermezza.
Tra storia, scetticismo e testimonianze controverse
Il fascino dell’Arca dell’Alleanza è diventato globale anche grazie al cinema, in particolare con il film I predatori dell’arca perduta di Steven Spielberg, che ha trasformato il manufatto in un simbolo popolare dell’archeologia misteriosa. Ma la leggenda esisteva molto prima di Hollywood.
Le descrizioni bibliche attribuiscono all’Arca poteri straordinari: si racconta che emanasse luce divina, provocasse fenomeni inspiegabili e punisse chiunque tentasse di avvicinarsi senza autorizzazione sacra. Racconti che hanno contribuito ad alimentare secoli di speculazioni.
Tuttavia, il mondo accademico resta prudente. L’unica persona occidentale che affermò di aver visto l’oggetto custodito ad Axum fu lo studioso britannico Edward Ullendorff, professore della School of Oriental and African Studies di Londra. Dopo averlo osservato durante la Seconda guerra mondiale, dichiarò che si trattava probabilmente di una ricostruzione medievale, e non dell’originale biblico. Da allora nessun altro ha più avuto accesso diretto alla reliquia. Il risultato è un equilibrio perfetto tra fede e dubbio: per i credenti l’Arca esiste ed è protetta, per gli storici rimane una tradizione religiosa impossibile da verificare.
Axum oggi: la città dove storia e mito convivono
Al di là del mistero dell’Arca, Axum resta uno dei luoghi archeologici più importanti dell’Africa. Antica capitale del Regno di Axum, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1980. La città conserva obelischi monolitici giganteschi, tombe reali e stele monumentali che testimoniano una civiltà potente e raffinata già molti secoli prima del Medioevo europeo. Camminare tra queste rovine significa attraversare un crocevia storico tra Africa, Medio Oriente e Mediterraneo.
La chiesa di Nostra Signora Maria di Sion continua ancora oggi ad attirare pellegrini da tutto il mondo. Tuttavia, chi arriva fin lì deve accettare una realtà precisa: l’Arca non può essere vista. Rimane custodita — se davvero esiste — dietro mura invalicabili, accessibile soltanto al suo guardiano. Ed è forse proprio questo il motivo per cui il mistero continua a vivere. Perché l’Arca dell’Alleanza resta sospesa tra storia documentata e leggenda eterna, uno di quei rari enigmi che, dopo millenni, non hanno ancora trovato una risposta definitiva.








