Il pericolo che si corre quando si fa durante il trekking sulla neve: ecco alcuni importanti consigli pratici per la sicurezza.
Con la stagione invernale che avvolge montagne e valli con un candido manto di neve, cresce l’interesse per le escursioni outdoor sulla neve, una pratica apprezzata dagli amanti della natura e dell’avventura. Tuttavia, l’ipotermia rappresenta un rischio concreto durante il trekking invernale, una condizione da non sottovalutare per chiunque decida di affrontare sentieri innevati, soprattutto nelle regioni alpine e appenniniche.
Ipotermia: cosa succede al corpo durante il trekking sulla neve
L’ipotermia si verifica quando la temperatura corporea scende al di sotto dei 35 °C, compromettendo il corretto funzionamento degli organi vitali come cuore e cervello. Durante un’escursione invernale, il corpo disperde calore più rapidamente di quanto riesca a produrne, soprattutto nelle pause dall’attività fisica. In risposta, il metabolismo accelera per mantenere le funzioni vitali, ma ciò comporta un aumento del consumo energetico e un rapido affaticamento muscolare.
I primi segnali di ipotermia includono un freddo persistente, un improvviso aumento della fame e della sete, oltre a difficoltà motorie e confusione mentale. Questi sintomi devono essere riconosciuti tempestivamente per evitare che l’escursione si trasformi in un’emergenza sanitaria.
Per prevenire l’ipotermia, è cruciale partire ben equipaggiati. Oltre all’abbigliamento tecnico adatto alle temperature rigide, è indispensabile portare uno strato termico di riserva, come un piumino leggero, da indossare durante le soste. Questo capo non solo mantiene il calore corporeo durante le pause, ma può rivelarsi decisivo in caso di attesa prolungata o bivacco imprevisto.

Come prevenire l’ipotermia e come intervenire – ematube.it
La presenza di una coperta isotermica nello zaino è un altro elemento fondamentale. Questo piccolo oggetto, leggero e compatto, fa parte del kit di primo soccorso e può salvare la vita in situazioni di emergenza, proteggendo dal freddo intenso.
Il freddo aumentato determina un consumo calorico superiore rispetto alle escursioni estive. Per questo motivo, è fondamentale alimentarsi regolarmente con cibi ad alto contenuto energetico e facilmente digeribili come frutta secca, barrette e, soprattutto, gel energetici. Questi ultimi, assimilati rapidamente, forniscono un apporto immediato senza gravare sul metabolismo digestivo, prezioso durante gli sforzi in condizioni estreme.
Un errore comune è aspettare la sensazione di fame o sete per assumere cibo e liquidi. Al contrario, è consigliabile mantenere snack e bevande sempre a portata di mano e consumarli preventivamente, per garantire un apporto costante di energia e idratazione.
L’idratazione invernale va curata con particolare attenzione, poiché il freddo e il vento riducono la percezione della sete. Durante il cammino, la temperatura corporea si alza e si suda comunque, causando una perdita invisibile di liquidi. Bere regolarmente, preferibilmente bevande tiepide o calde conservate in un termos, aiuta a mantenere il bilancio idrico e a contrastare gli effetti del freddo.
Come riconoscere e gestire l’ipotermia
L’ipotermia si manifesta inizialmente con brividi, sensazione di freddo intenso, nausea, difficoltà di concentrazione e movimento. Nei casi più gravi, la frequenza cardiaca rallenta, la respirazione si fa superficiale e può verificarsi perdita di coscienza.
Per intervenire è importante evitare movimenti bruschi o massaggi, che potrebbero aggravare la situazione. Se possibile, la persona deve essere portata in un ambiente caldo e asciutto, rimuovendo gli indumenti bagnati e avvolgendola in coperte asciutte, coprendo soprattutto testa e collo per limitare ulteriori dispersioni di calore.
L’applicazione di impacchi caldi è indicata solo in zone centrali come collo, torace e inguine, evitando arti e pelle compromessa. L’assunzione di bevande calde (escludendo alcolici) può favorire il riscaldamento interno.
Nei casi più severi, l’intervento medico ospedaliero può prevedere tecniche avanzate come riscaldamento endovenoso, ossigenoterapia umidificata e dialisi riscaldante. Il rispetto di tre semplici regole – vestirsi adeguatamente, alimentarsi con regolarità e idratarsi preventivamente – riduce drasticamente i rischi legati all’ipotermia e consente di vivere in sicurezza l’esperienza del trekking sulla neve.








